L’indagine di Legambiente sulla percezione del fenomeno dell’illegalità e l’atteggiamento dei giovani nei confronti dell’ambiente

Condannano l’uso di droghe pesanti, guidare auto quando si ubriachi e maltrattare gli animaliritengono non illegale usare i mezzi pubblici senza biglietto e acquistare articoli contraffatti. Confidano “poca” o “nessuna” fiducia verso gli amministratori locali, la magistratura e forze dell’ordine, mentre c’è un alto grado fiducia nei confronti della scuola e insegnanti. Chiedono riqualificazione delle aree degradate, aumento di presenza di forze dell’ordine sul territorio e promozione di politiche concrete per la diminuzione di rifiuti. Ecco il punto di vista dei giovani di Napoli coinvolti da Legambiente in un’indagine sulla percezione che essi hanno del fenomeno dell’illegalità e il loro atteggiamento nei confronti dell’ambiente. I risultati delle interviste sono state presentate stamattina a Napoli in un incontro di chiusura del progetto “Ricominciamo dalla Bellezza: diamo la parola ai giovani!”, cofinanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit” e realizzato da Legambiente Campania Onlus.

L’indagine-intervista promossa da Legambiente ha coinvolto 771 studenti napoletani prevalentemente della fascia di età 15-18 anni di cui il 51% frequenta un liceo mentre il 49% un non liceo (istituti tecnici, geometra, professionale, alberghiero). Agli studenti tramite questionario è stato chiesto il grado di accordo rispetto a determinate affermazioni che riguardano il concetto di legalità: l’atteggiamento più diffuso è quello di un rispetto nei confronti delle leggi. Inoltre dalle risposte emerge che, gli studenti napoletani sono molto d’accordo con le affermazioni “osservare le leggi è sempre stata la strada più ragionevole” (57,2%), “spesso le leggi proteggono solo gli interessi di certi gruppi sociali” (48%), “le leggi esistono per tutelare gli interessi della collettività (45%). Sono, invece, per niente/poco d’accordo quando si afferma “se alcune leggi si possono trasgredire senza essere puniti, allora conviene farlo” (45%) ed “è giusto trasgredire le leggi ingiuste” (41%). Nel momento in cui ai giovani napoletani si è chiesto che atteggiamento si ha nei confronti di alcuni comportamenti che possono essere ricondotti ad una condizione di illegalità, quelli considerati maggiormente illegali da parte degli studenti napoletani sono “maltrattare gli animali” con il 76%“Guidare l’automobile quando si è ubriachi” con circa l’80%, “Spacciare droga” con il 70%, “Rubare” e “Fare uso di droghe pesanti” con circa il 70%. Un atteggiamento più flessibile viene invece rilevato nei riguardi dell’acquisto di articoli contraffatti (59% lo considerano poco o per niente illegale) e dell’uso di mezzi di trasporto senza essere muniti di biglietto (59% lo considerano poco o per niente illegale). Una concezione meno definita emerge nei confronti dell’uso di droghe leggere e del gioco di azzardo quando si è minorenni (47,4% poco o niente illegale). Invece le azioni considerate maggiormente criticabili dagli intervistati sono: prendere in giro le persone con disabilità (80%), prendere in giro le persone di etnie differenti (circa il 73%), Prendere in giro le persone di religioni diverse (67%). Per nulla criticabile, invece, risulta “avere una relazione omosessuale (63%). .

Alla domanda sull’appartenenza a gruppi e realtà associative, i giovani napoletani dichiarano di frequentare maggiormente le associazioni sportive (circa il 43%) mentre circa il 13% appartiene ad associazioni culturali e il 19% dichiara di non appartenere a nessuna realtà associativa. È evidente che i giovanissimi intervistati hanno un livello di fiducia abbastanza elevato nei confronti di scuola e insegnanti (52,6% ) nullo o scarso nei confronti degli amministratori locali della propria città (92%) dei partiti politici (98,3%) della magistratura (77,2%) e forze dell’ordine (67,2), . Le tre azioni più importanti che le istituzioni dovrebbero intraprendere a favore dell’ambiente, da parte degli studenti intervistati a Napoli sono: riqualifica delle zone degradate (25,4%), promozione e partecipazione alla pulizia del territorio (22%) e promozione di politiche concrete per la diminuzione di rifiuti (15,6%).

Per quanto riguarda, invece, le tre azioni più importanti che le istituzioni dovrebbero intraprendere a favore della legalità, i ragazzi sostengono che bisognerebbe puntare su alcuni aspetti, quali: educare alla diversità (19,4%),favorire programmi mirati al recupero studenti che abbandonano gli studi (13,3%) riutilizzare i beni sequestrati alle mafie (13,7%). Per gli studenti intervistati le modalità di risposta più frequenti rispetto alle motivazioni principale per cuii ragazzi tendono a delinquere sono: Perché influenzati dall’ambiente e dalle cattive frequentazioni (24%); Perché devono dimostrare in qualche modo la loro superiorità rispetto ai coetanei (17,7%), ed infine perché hanno ricevuto una educazione, secondo la quale è “normale” entrare a far parte di un’organizzazione criminale con il 14,4%

“In un contesto territoriale complesso come quello campano, in cui purtroppo è particolarmente sentita la problematica del “disagio giovanile”, il progetto- commenta Anna Savarese, vicepresidente Legambiente Campania- si è posto come principale obiettivo quello di impegnare i giovani nella promozione e nella pratica della cultura della legalità e della bellezza nell’ ambito del territorio regionale campano. Il processo di coinvolgimento dei giovani è passato attraverso la scoperta o la riscoperta della bellezza del territorio, delle buone pratiche di sostenibilità, del fermento innovativo che anima tanti di loro, per innescare un processo di #rigenerazione del tessuto socio-economico e soprattutto culturale della nostra regione che si sviluppi non “per” i giovani ma “con” i giovani. Ciò ha condotto i giovani all’ individuazione di proposte “originali” ingenerando uno straordinario flusso di idee innovative, attestando un riscontro positivo alle strategie di alternanza scuola-lavoro. L’incontro con realtà produttive- e il cimento collettivo per l’elaborazione di proposte -conclude Savarese di Legambiente- mostra un potenziale modello d’innovazione che – oggi ancora allo stato embrionale – se opportunamente calibrato, seguito e sviluppato, potrebbe ben supportare le politiche giovanili della Regione, a partire dalla rivisitazione del ruolo della scuola, maggiormente in grado di cogliere le potenzialità degli studenti “nativi digitali”, in connessione con le nuove strategie del mercato del lavoro totalmente riformato e dove iniziativa, idea e autoimpresa generano valore, benessere e felicità”.

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